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Lecce, denominata “Signora del barocco”, ricca di borghi e segni che attestano la presenza dell’uomo sin dalla preistoria, Lecce è un libro di storia a cielo aperto che, con le sue bellezze, completa e arricchisce l’intero patrimonio turistico e culturale italiano.

Lecce sorge su un antico insediamento messapico, così come testimoniano i ritrovamenti di tombe, di piccoli tratti della cinta muraria e dell’ipogeo Palmieri. Lo sviluppo della città, chiamata “Lupiae in età romana, inizia durante l'impero di Adriano, con il fiorire dell'economia e dell’attività edilizia. Ancora oggi, nello stemma cittadino, campeggiano una lupa incedente e un albero di leccio, coronato da cinque torri, due elementi simbolici che hanno dato il nome alla città. A parte il breve ed importante periodo di dominazione greca (tanto che nella Grecìa salentina, ancora oggi, si parla l’antica lingua grika), Lecce è rimasta sotto il controllo dei Romani per circa cinque secoli, subendo un lento declino con la caduta dell’impero romano, ma rinascendo con l’arrivo dei Normanni. Alla dominazione normanna seguirono diverse civiltà antiche che hanno prepotentemente segnato la cultura di questi luoghi: Svevi, Angioini, i Brienne e i Del Balzo Orsini.

Durante il XV secolo la città divenne un importante centro commerciale trasformandosi in un polo di ricchezza culturale che caratterizzò l’intero Salento. Con Carlo V si diede inizio all’era del Rinascimento Salentino, che trasformò la città in un cantiere a cielo aperto. In questo periodo, infatti, vennero aperti nuovi assi viari rettilinei (come quello che lega la Basilica di Santa Croce, il Convento dei Celestini e Palazzo Adorno), vennero costruite le mura di cinta per fortificare la città, il Castello, l'Ospedale dello Spirito Santo el'Arco di Trionfo realizzato in onore di Carlo V. Durante il periodo spagnolo, la città conobbe un forte sviluppo architettonico talmente originale da essere definito barocco leccese. È, quindi, a partire dal seicento che l'arte classica venne prepotentemente sostituita da uno stile ricco lasciando spazio a fantasia e immaginazione, grazie anche alla pietra locale, la “pietra leccese” dai colori caldi e dorati, duttile e facile da intarsiare che si prestava molto bene alla minuziosa lavorazione con lo scalpellino. Si diede così l’avvio a una fiorente attività, che rese il capoluogo salentino un centro artistico-culturale, arricchendolo di numerosi edifici, chiese e monumenti in arte barocca come la Chiesa di SantaTeresa, la Basilica di Santa Croce, il Palazzo del Seggio, le Chiese di Sant’Irene, di Santa Maria della Grazia, Santa  Chiara, Sant’Angelo, il Palazzo dei Celestini e la splendida Piazza Duomo.

Ma è soprattutto nella Basilica di Santa Croce che il barocco leccese si manifesta offrendosi, in tutta la sua magnificenza, a chi percorre via Umberto I, nei pressi di Piazza Sant’Oronzo. Qui l’estro creativo di architetti e scalpellini, unito alla duttilità della pietra leccese, trovano massima espressione tra fiori, frutti, foglie contorte e cherubini, creando un’allegoria che evoca stagioni, rappresentata dalla ruota della vita. Iniziata già nel 1353, la basilica fu terminata più di centocinquanta anni dopo, tanto che gli effetti dei due differenti periodi sono evidenti nell’ambiguità stilistica della facciata. Il trionfo dei motivi decorativi si concentra soprattutto nella parte superiore, dove si può ammirare lo splendido rosone incorniciato dalla cordonatura con i simboli della passione e da tre ghiere concentriche. Nascosto tra le foglie d’acanto del rosone, s’intravede il profilo di un uomo, tratteggiato con grande naso, autoritratto, secondo molti studiosi, dell’architetto Cesare Penna. Nella basilica si accede da tre portali, di cui quello centrale è fastosamente decorato. L’interno, a croce latina, con cupola emisferica, è diviso in tre navate da colonne con capitelli scolpiti. Il significato della facciata di Santa Croce è il trionfo della Croce sui pagani: i musulmani sorreggono la balconata e rappresentano gli infedeli, con riferimento ai pirati turchi sconfitti a Lepanto nel 1571.

A fianco della basilica si eleva il Convento dei Celestini, costituito da un ampio quadriportico su colonne con volte a crociera, oggi sede di uffici della Provincia e della Prefettura.

Una volta dentro le antiche mura del borgo di questa incantevole località, attraverso Porta Napoli, Porta San Biagio o Porta Rudiae, si rimane imbrigliati nell’affascinante storia che risplende nel dorato della pietra leccese: più che una passeggiata, è un vero viaggio nel barocco, tra chiese e palazzi ricamati nella pietra, cortili e giardini segreti.

Nel cuore di Lecce s’incontra il “salotto” più elegante della città: la scenografica Piazza del Duomo, con la sfarzosa facciata laterale della Cattedrale e il suo alto campanile, il quattrocentesco Palazzo del Vescovo con lo splendido loggiato di epoca rinascimentale e il Palazzo del Seminario, oggi sede del Museo Diocesano di Arte Sacra, della Biblioteca Innocenziana e dell’Archivio Storico Diocesano.

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A pochi passi da piazza del Duomo, si trova Piazza Sant’Oronzo, l’area più attiva della vita cittadina, nella quale campeggia la colonna di Sant’Oronzo, patrono della città sin dal 1656, anno in cui la leggenda devozionale lo designa come liberatore dei leccesi dalla peste. A seguito degli interventi urbani iniziati alla fine del XIX secolo, la piazza ha assunto una fisionomia completamente diversa: al posto della piazza originaria, oggi, vi è il bellissimo Anfiteatro Romano, scoperto alla luce del sole per un quarto delle sue dimensioni totali, mentre l’attuale piazza sorge dove prima vi era il cosiddetto “quartiere delle botteghe”. Di fronte all’Anfiteatro, sede tutto l’anno di numerosi eventi musicali, culturali ed enogastronomici, vi è la cinquecentesca  Chiesa di Santa Maria delle Grazie, custode d’importanti affreschi e opere lignee. Poi, il Palazzo del Seggio, noto come il “Sedile”, simbolo del periodo rinascimentalee sede d’importanti esposizioni d’arte, mentre, dall’altro lato della piazza, prendono posto palazzi novecenteschi con ampie arcate sottostanti, dove vi sono numerose attività commerciali come negozi, gelaterie, bar e librerie.

Nei pressi di Piazza Sant’Oronzo, gli amanti dei giardini, potranno fare una piacevole sosta nella Villa Comunale, intitolata a Giuseppe Garibaldi, un tempo chiamata dai leccesi “Villa della Lupa” per la presenza di una gabbia in cui erano rinchiusi dei lupi.

Nella zona moderna della città, centro dello shopping leccese, si trova Piazza Mazzini, chiamata anche piazza Trecentomila (perché nel 1956, durante il 'Congresso Eucaristico Internazionale', si riunirono circa trecentomila persone per assistere alla manifestazione), contraddistinta da una fontana monumentale al centro, quasi a sottolineare l’adattamento architettonico della piazza rispetto ai palazzi intorno, caratterizzati da uno stile moderno.

Spesso considerata “la Firenze del sud” per la straordinaria bellezza dei suoi monumenti, Lecce non è solo arte e barocco: è una località ospitale, allegra, con una variegata offerta enogastronomica dai sapori intensi e genuini, a pochi passi da un mare eccezionale e riscaldata, oltre che dal sole, dall’inconfondibile calore tipico dei suoi abitanti, i salentini.

L’offerta enogastronomica è ricca tanto quanto quella paesaggistica: oli, vini, formaggi, verdure, ortaggi e pasta fresca (orecchiette, maccheroncini e tagliatelle) ricordano i buoni sapori di un tempo, ottenuti grazie alla lavorazione artigianale delle ottime materie prime. Ma ciò che caratterizza maggiormente le tavole dei salentini sono “le frise”, pane biscottato ammorbidito nell’acqua e condito con i succosi pomodori pugliesi, la rucola e l’olio; si tratta di un piatto unico che i contadini mangiavano durante la breve sosta per il pranzo, una vera delizia per il palato.

Chi invece ama il gusto deciso del mare, potrà ritrovarne profumo e sapore tra ricci, cozze e ostriche “a crudo”. Mentre per i dolci sarà difficile scegliere tra il tipico pasticciotto leccese ripieno di crema pasticcera, la cotognata leccese, i fichi secchi, i taralli dolci, i mostaccioli con copertura di cioccolato e impasto addolcito da mosto d’uva marmellata e tante altre delizie.

A livello geografico, il territorio leccese è caratterizzato da ampie aree di terra rossa e da assenza di corsi d'acqua di superficie ma è percorso da un fiume sotterraneo: l'Idume, che sfocia nel mare Adriatico, nei pressi della marina di Torre Chianca.

La presenza dei due mari, nella provincia di Lecce, rende questa parte della Puglia un vero paradiso terrestre per chi desidera una vacanza di sole, relax e tanto divertimento. La costa adriatica, lunga più di 20 chilometri, comprende le marine di San Cataldo, Frigole, Torre Chianca, Spiaggiabella e Torre Rinalda e la frazione di Villa Convento e il sobborgo di San Ligorio. È caratterizzata da imponenti pareti rocciose e da baie incastonate tra il blu del mare e il verde delle pinete, offre un panorama incontaminato, in alcuni tratti ancora allo stato selvaggio, con alcune zone di grande interesse naturalistico, come la Riserva Naturale di San Cataldo e l’Area dei Laghi Alimini.

La Marina di San Cataldo, dove è presente anche un porto turistico, e che ha costa bassa e prevalentemente sabbiosa, dista pochi chilometri dal centro urbano di Lecce ed è divisa dall’entroterra salentino dalla pineta e dalla Riserva naturale delle Cesine. 

A circa 15 km da Lecce, troviamo la marina di Frigole, dal fondale principalmente sabbioso, con un ampio arenile ricco di sabbia finissima, un mare pulito e acqua cristallina. Gran parte della spiaggia è servita da stabilimenti balneari. Nelle vicinanze si trova il bacino di Acquatina, uno specchio d'acqua di origine artificiale, con caratteristiche lagunari, dove è presente una variegata fauna ittica, diverse specie di crostacei e molluschi, uccelli nidificatori, piante acquatiche e popolamenti algali, in una zona umida estesa per circa 100 ettari e delimitata da una serie di dune. A poca distanza dal mare si trova il centro di Frigole, dove durante la prima decade di luglio si svolge la "sagra del pesce".

Torre Chianca prende il nome dall’omonima torre di avvistamento cinquecentesca, oggi in parte diroccata, fatta costruire dagli spagnoli per difendere il Salento dagli attacchi dei pirati saraceni. Fa parte della marina anche un piccolo isolotto antistante alla costa denominato dai leccesi “Lu squeiu” (lo scoglio). Guardando verso l’orizzonte, appena di fianco all’isolotto, s’intravedono nel mare, una serie di colonne di marmo risalenti al secondo secolo a.C..

Tra Torre Chianca e Torre Rinalda si trova il nucleo residenziale estivo di Spiaggiabella, con una splendida spiaggia e l’acqua cristallina. Nell’immediato entroterra troviamo il Parco Naturale Regionale Bosco e Paludi di Rauccio.  

L’altra torre costiera, che gli spagnoli edificarono per difendersi dai turchi, è denominata Torre Rinalda e dà il nome all’omonima località balneare dalle spiagge prevalentemente sabbiose e il mare verde e cristallino. A pochi chilometri dalla costa, merita una visita l’Abbazia di Cerrate, un monastero basiliano edificato nel XII secolo d.C. che custodisce un baldacchino molto antico e numerosi affreschi eseguiti tra il XIII e il XIV secolo.

Tra San Cataldo e Otranto, la costa adriatica offre paesaggi di straordinaria bellezza: bianche scogliere si contrappongono all’azzurro del mare, interrotte saltuariamente da litoranei sabbiosi, dal verde della macchia mediterranea e da specchi d’acqua salmastra separati dal mare da uno stretto lembo di terra.


Nardò, Porto Cesareo, GallipoliTorre San Giovanni sono alcune delle “perle” situate sul litorale ionico, con Santa Maria di Leuca a segnare il confine tra i due mari della Puglia. Tra Otranto e Gallipoli, la forza dei venti - unita a quelle del mare - ha scolpito la roccia calcarea delle scogliere dando origine adaffascinanti cavità naturali come la Grotta Zinzulusa, ricca di stalattiti e stalagmiti, la Grotta Grande del Ciolo e le grotte del Parco naturale di Porto Selvaggio nella marina di Nardò.
A fare da cornice, quasi ad abbracciare l’emozionante “Signora del barocco”, ci sono vigneti e uliveti, delineati da bassi muretti costruiti con la caratteristica pietra locale, e poi tipiche masserie, dolmen e menhir, simboli dell’antichissima civiltà messapica.

La cittadina barocca è sicuramente una delle mete preferite per i visitatori di ogni età, grazie e soprattutto all’ampia e variegata offerta turistica. Così gli amanti degli sport acquatici come la vela, il windsurf e il kitesurf trovano la loro ambientazione migliore lungo la costa dell’Adriatico, grazie ai forti venti. Gli amanti delle immersioni subacquee rimarranno affascinati dal panorama sommerso, colorato da ampie praterie di gorgonie e posidonie, ricco di canali, cavità e anfratti da esplorare. Le pareti rocciose sono indicate per chi preferisce le attività estreme come l’arrampicata e il gratuito climbing. Mentre, chi ama l’esplorazione potrà dedicarsi all’orienteering a costante contatto con la natura e, infine, gli appassionati di trekking avranno l’imbarazzo della scelta tra i sentieri costieri, le antiche mulattiere e le numerose grotte.

Insomma tra mare, sport, cibo, gioco e divertimento l’offerta è davvero ricca e variegata. Sono tante le sagre e feste che si celebrano a Lecce, divertenti e folcloristiche occasioni per gustare anche i piatti tipici locali. Per portare un ricordo di questi luoghi, nelle antiche botteghe disseminate per la città, si potranno acquistare oggetti di artigianato locale, legati alla lavorazione della cartapesta, materia prima per bambole e figure del presepe, della terracotta, con la quale si realizzano vasi e oggettistica di vario genere, del ferro battuto, usato per produrre soprattutto utensili e, ovviamente, della pietra leccese che l’abilità degli scalpellini intarsia con estro e fantasia.

Comuni Vicini a Lecce: Cavallino 5,23 Km., San Cesario di Lecce 5,56 Km., Lequile 5,56 Km., Surbo 5,64 Km., San Pietro in Lama 6,01 Km., Monteroni di Lecce 6,77 Km., Arnesano 6,78 Km., Lizzanello 7,14 Km., San Donato di Lecce 9,56 Km., Trepuzzi 10,05 Km., Carmiano 10,47 Km., Novoli 10,56 Km., Castri di Lecce 10 Km., Caprarica di Lecce 11,99 Km., Vernole 13,41 Km., Copertino 13,57 Km., Campi Salentina 13,74 Km., Squinzano 14,15 Km., Martignano 14,60 Km., Calimera 14,67 Km.

 

 

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